
Interior design
La casa non è solo un insieme statico di muri e metri quadri, un “tesoretto” in cui investire, lo scenario neutro delle nostre vite. La casa è (o dovrebbe essere) lo sfondo felice di ogni giornata: il luogo da cui partire e in cui tornare, in cui vivere le relazioni e coltivare affetti, in cui sentirsi a proprio agio e creare una propria dimensione personale. Nadia Mayer, elegante e raffinata conduttrice di Casa a prima vista, agente immobiliare di lunga esperienza ma anche moglie e madre di cinque figli, porta in queste pagine il principio su cui si regge la sua intera carriera: le case che abitiamo, a prescindere dalle condizioni oggettive, devono far sentire bene chi ci vive. E allora largo ai consigli per abbellire le stanze con poco, per ottimizzare gli spazi con idee creative, per imparare a guardare gli ambienti in tutto il loro potenziale. Nadia ci racconta come cambiano le esigenze nel tempo e come, di conseguenza, possiamo modificare anche le nostre abitazioni, rendendole sempre più simili a chi siamo e a ciò che desideriamo. La mia casa ideale, lungi dall’essere un semplice manuale che insegna in maniera asettica a cercare casa e spendere bene il proprio budget, è un inno al bien habiter, un insieme di consigli preziosi con cui l’autrice trasmette l’incontenibile passione per il suo mestiere… e per ogni possibile Nadia solution!
Fonte sinòssi: Rizzolilibri.it
Data pubblicazione: 16 settembre 2025
Nadia Mayer, nata a Trento nel 1964 e romana d’adozione, è un’agente immobiliare e volto amato del programma Casa a prima vista.
Con un passato da modella, ha fondato la sua agenzia Mayer Real Estate dopo anni di esperienza nel settore, unendo competenza tecnica e stile personale.
Nel 2025 ha pubblicato il libro La mia casa ideale, in cui racconta la casa come luogo degli affetti e specchio dell’identità, più che semplice investimento.
Attraverso consigli e racconti, invita a costruire spazi che rispecchino davvero chi li abita e favoriscano benessere e autenticità.
Madre di cinque figli, porta uno sguardo profondamente umano sul concetto di famiglia e di quotidianità domestica.
La sua presenza al festival offre una riflessione originale sull’abitare come modo per trovare, anche simbolicamente, il proprio posto nel mondo.