
Narrativa di genere
Tra le prime persone trans in Italia a sottoporsi a un intervento per la riassegnazione di genere e a ottenere il cambio di nome sui documenti, Romina Cecconi è stata senz’altro la prima a parlarne pubblicamente, in questo libro autobiografico uscito nel 1976 e ormai introvabile. Con un’ironia unica e il suo tono irriverente, l’autrice ci racconta i primi amori a scuola, le folli notti fiorentine, la prostituzione, il lavoro al circo, il viaggio a Parigi, l’operazione in Svizzera, il carcere e il confino in un paesino del foggiano.
Sullo sfondo l’Italietta bigotta di quegli anni, che fa da specchio a quella del presente. Tra abiti straordinari e personaggi insospettabili, questo memoir è un pozzo inesauribile di storie che meritano di essere ascoltate e che Fabio Mollo, regista e curatore della postfazione, porterà presto sul grande schermo.
Personale e profondamente politica, la storia della Romanina ha contribuito a spianare la strada per l’approvazione della legge 164 in Italia.
Fonte sinòssi: Lepluralieditrice.net
Data pubblicazione: 10 settembre 2025
Romina Cecconi (Lucca, 1941) è un’attivista trans e figura pionieristica nel movimento LGBTQ+ in Italia. Negli anni ’50 si trasferisce a Firenze; nel 1967 si sottopone, in Svizzera, a un’operazione di riassegnazione di genere. Espulsa e confinata nel 1968 per tre anni a Volturino, nel 1972 ottiene la rettifica anagrafica. Nel 1976 pubblica Io, la Romanina, primo memoir trans in Italia, che racconta la sua vita con ironia e coraggio. Nel 1977 sposa Antonio Moschonas, figura del movimento gay italiano. Attualmente vive a Bologna e continua ad essere considerata un’icona del movimento trans.