
Narrativa di Genere
I satelliti sono corpi celesti che si attraggono in orbite parallele senza mai collidere. Così sono Filippo e Tommaso fin dal primo giorno della loro amicizia: legati da una forza invincibile, che li spinge a cercarsi e a respingersi, in un moto inesauribile. Il centro attorno a cui gravitano è Fassiano, un borgo ai piedi delle montagne che sembra isolato dal mondo. È il 1985, e Filippo si è appena trasferito lì con sua madre, dopo che il padre li ha abbandonati. Abitano a casa di nonna Sandra, che riapre loro la porta dopo anni di silenzi e rancori. Tommaso, invece, a Fassiano è nato e cresciuto: i vicoli del paese e i boschi che lo circondano sono tutto ciò che conosce. Filippo si sente subito chiamato da lui, e presto capisce che dietro quella diffidenza da animale selvatico Tommaso nasconde una storia difficile: non ha mai conosciuto sua madre e vive con un padre che quando beve perde il controllo e sfoga la sua rabbia su di lui. Appena possono, i due ragazzi si rifugiano nel loro luogo segreto, una stanza sul retro della casa di nonna Sandra. Sperimentano un’attrazione primitiva e catalizzante, a cui tuttavia non sanno dare un nome. Un passo più indietro, appena fuori dalla loro orbita, c’è Rebecca, figlia del proprietario dell’unico bar di Fassiano. Quando Filippo parte per il servizio militare, è proprio lei a colmare lo spazio rimasto vuoto nella vita di Tommaso. Tutto precipita in una notte d’inverno, in cui la neve cade così fitta da cancellare ogni cosa. Quella notte scaraventerà Filippo lontano da Fassiano e da Tommaso, devierà la sua traiettoria per molti anni; ma forse non per sempre. Al suo romanzo d’esordio, Emanuele Bosso mette a punto una voce essenziale e nitida come i paesaggi bianchi e silenziosi in cui si muovono i suoi personaggi, capace di costruire tensioni sotterranee e di emozionare anche attraverso ciò che non dice. E racconta la storia di due solitudini che si incontrano e si proteggono a vicenda dalla violenza dei padri e del mondo.
Fonte sinòssi: Mondadori.it
Data pubblicazione: 8 Settembre 2026
Emanuele Bosso, nato a Napoli nel 1992, è un promotore culturale, divulgatore letterario e autore di podcast, noto anche per le sue prestigiose collaborazioni con testate come la Treccani. Dopo gli studi in Lettere Moderne all’Università Federico II, ha esordito nella narrativa nel 2018 con il toccante romanzo Ricordati di me (GM Press). Attraverso la sua attività critica e i suoi seguitissimi canali social, si impegna quotidianamente nel diffondere la passione per la lettura e l’editoria. Al festival letterario presenta la sua ultima opera di narrativa contemporanea intitolata Satelliti (Mondadori, 2026). Il romanzo, ambientato a partire dal 1985, segue i destini di Filippo e Tommaso, due giovani del remoto borgo montano di Fassiano legati da un’invisibile e ineluttabile attrazione. Le tematiche centrali esplorano la solitudine giovanile, l’abbandono familiare e la scoperta del desiderio queer, tracciando le traiettorie di due anime che si rincorrono in orbite parallele come corpi celesti. La sua scrittura si distingue per uno stile essenziale e nitido, capace di costruire potenti tensioni sotterranee ed emozionare il lettore raccontando con intensità proprio ciò che rimane taciuto.