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Chi modera?

Giardini dell'ex Colonia campestre, Sassari.

Sabato 19 Settembre 2026, ore 19:45.

Sabrina Mura

Giardini dell'ex Colonia campestre, Sassari.

Moderatrice: Sabrina Mura

Il festival Rainbook presenta:

La colpa di tacere

di

Daniela
Dawan

Narrativa contemporanea

Pagine: 160

Quale prezzo si è disposti a pagare per liberarsi dalla colpa di tacere?

Jacopo Cardoso, giudice rigoroso e uomo tormentato, si trova davanti a un processo che riapre ferite mai rimarginate: la strage nazifascista di Prati del Vezza. Tra fascicoli ingialliti e testimonianze strazianti, la sua ricerca di giustizia si intreccia con un’indagine personale, dove il confine tra colpa e innocenza si fa sempre più labile. Un passato familiare pieno di ombre, una madre custode di memorie dolorose, un padre eroe o complice: tutto vacilla quando la verità affiora. In un’Italia segnata dall’occupazione, dalla Resistenza e dal peso della memoria storica, Jacopo si misura con domande che non hanno risposta facile: quanto pesa il silenzio? Si può essere giusti in un mondo ingiusto?

Il romanzo attraversa generazioni, scavando tra drammi familiari, conflitti interiori, identità nascoste e il desiderio di redenzione. Mentre il processo avanza e i segreti di famiglia si svelano poco a poco, Jacopo dovrà scegliere se restare prigioniero delle menzogne o rischiare tutto per la verità.

Fonte sinòssi: Morellinieditore.it

Data pubblicazione: 27 Marzo 2026

Locandina

Immagini della presentazione

A proposito dell'autrice...

Daniela Dawan è nata a Tripoli (Libia) e ha vissuto lì fino all’età di dieci anni, quando la sua famiglia emigra in Italia a causa delle tensioni politiche legate alla Guerra dei Sei Giorni. Lavora come avvocato penalista ed è diventata Consigliera della Corte di Cassazione «per meriti insigni». Ha vissuto anche a Milano, Bruxelles e New York, ma attualmente risiede tra Milano e Roma. Come scrittrice ha pubblicato racconti e romanzi: il suo esordio narrativo è Non dite che col tempo si dimentica. Tra le sue opere più recenti c’è Qual è la via del vento, in cui esplora i temi dell’esilio, della memoria e dell’identità familiare.  Ha anche scritto saggi giuridici, come I nuovi confini dell’imputabilità nel processo penale. La sua scrittura riflette un forte legame con le sue radici libiche, la diaspora e la tensione tra appartenenza e lontananza.

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