
Narrativa italiana
È un’avventura narrativa che vede l’autore in un viaggio di scoperta attraverso la propria affermazione di genere. Con uno stile evocativo in prima persona, Avellino esplora gli eventi che hanno plasmato la sua identità, trasformando il senso di colpa in una narrazione di crescita personale. Dai ricordi famigliari, relazionali e dall’esperienza nel Corpo di Polizia, emergerà un percorso non statico ma dinamico, dove l’evoluzione personale è performativa e continua. Questo racconto intimo, che tocca il genere nelle viscere, permetterà anche a coloro che non si identificano come persone trans* di riconoscersi, grazie all’idea che ogni individuo abbia una sua transizione personale che può concretizzarsi solo attraverso una maggiore consapevolezza emotiva e una reale reciprocità empatica, al di là delle dicotomie, delle polarizzazioni, del binarismo; attraverso una ri-evoluzione culturale del sé, al netto di limitazioni biologiche e determinismi sociali.
«Tutto quello che ci sarà in queste pagine sarà contro la mia intenzione perché, seppur preveduto, non è stato voluto da me: è nato per l’inosservanza delle leggi – seppur soltanto etiche e morali – che fino a oggi mi hanno imposto di non prendermi uno spazio non mio, quello narrativo.
Se ognuno può quello che sa, io non posso scrivere, mi sono sempre detto. Non pubblicamente, almeno. Fino a qui.»
Fonte sinòssi: Peoplepub.it
Data pubblicazione: 19 aprile 2024
Autore e Agente di Polizia di Stato dal 2019. Attualmente presidente di Polis Aperta, un’associazione nazionale per le persone LGBTQIA+ appartenenti alle forze di polizia e i loro sostenitori. È socialmente attivo nella promozione di nuove maschilità e lavora come formatore su tematiche queer e transgender.