
Narrativa di Genere
Sono sedici anni che Mirtilla e Purè vivono insieme al protagonista di questa storia: è grazie a loro che lui ha imparato ad allargare i confini del proprio io, a prendersi cura e a proteggere. Nel nostro tempo e in una città come Milano, dove tutto è corsa sfrenata al profitto e alla performance, i due gatti sono diventati un contro-incantesimo ai ricatti delle piattaforme. Un antidoto che lo riporta a una realtà di contatto pelle a pelle, a ciò che viene prima del linguaggio, dei ragionamenti, delle strategie per vincere. Ma quando Mirtilla muore, ogni cosa deflagra: come si fa a trovare un posto al dolore, in assenza di riti condivisi? Che forma dare a un lutto clandestino, a cui non è concessa legittimità? Per celebrare questa esistenza ritenuta minore, il protagonista, dopo un letargo di tre anni e in balia di precarietà e traslochi, si rimette a scrivere: perché lei splenda ancora e il vuoto non si mangi tutto. Accanto a Mirtilla, altre presenze vivide affollano le pagine, guardiani di soglie e creature liminali: Jofi, la chow-chow che Freud portava sempre alle sedute; il terranova Carlo, complice muto di Emily Dickinson; Korasek, l’inseparabile corvo della biologa Simona Kossak. E l’animalità diventa una chiave attraverso cui raccontare la differenza di classe, la neurodivergenza, le ferite narcisistiche e le tante forme possibili di famiglia. Con una scrittura che non risparmia nulla e illumina l’inammissibile e la vita nascosta, in Bestiola Jonathan Bazzi trova le parole più intime e radicali per ciò che siamo abituati a lasciare che ci stravolga in silenzio. Rivendicando l’anomalia, ci consegna una storia stratificata e ibrida, umana e animale insieme, e una piccola etica della tenerezza. Aprirsi all’altro non umano, qui, non è semplice consolazione: diventa il solo modo che il protagonista trova per restare al mondo, bestia tra le bestie, fidandosi solo della pelle.
Fonte sinòssi: Mondadori.it
Data pubblicazione: 6 Ottobre 2026
Jonathan Bazzi, nato a Milano nel 1985 e cresciuto a Rozzano, è uno scrittore italiano la cui produzione letteraria intreccia costantemente memorie autobiografiche e riflessioni filosofiche. Laureato in Filosofia, ha esordito con grande risonanza nel 2019 con il romanzo Febbre (Fandango), aggiudicandosi il Premio Bagutta Opera Prima e arrivando in finale al Premio Strega 2020. Nel corso degli anni ha confermato il suo talento con opere corali come Corpi minori (2022), raccontando con schiettezza l’identità queer e la sieropositività per decostruire i pregiudizi sociali. Al festival letterario presenta il suo nuovo e intimo libro intitolato Bestiola, appena pubblicato da Mondadori nel 2026. Quest’opera ibrida rompe un lungo blocco creativo narrando la malattia e il doloroso lutto clandestino per la scomparsa dell’amata gatta Mirtilla, compagna di vita dell’autore. Attraverso la lente dell’animalità, il testo indaga temi come la neurodivergenza, la differenza di classe, la vulnerabilità e la rivendicazione di famiglie al di fuori dei modelli tradizionali. Con uno stile frammentario e visceralmente onesto, la sua scrittura trasforma una perdita spesso sminuita in una potente indagine relazionale che dà voce ai margini e all’inevitabile caducità dei corpi.