
Narrativa di Genere
Un grande poeta italiano sta lavorando al Meridiano che gli dedicheranno e intanto il suo nome ha ricominciato a girare nella lista per il Nobel. Lo aiuta sua figlia che, da quando sono rimasti soli, gli fa da assistente, amministra i rapporti con gli editori, si prende cura di lui. “Il lavoro di una vita dentro un Meridiano. Mia figlia Claudia dice che ai vivi non capita quasi mai”. Eppure l’uomo è sfuggente, poco collaborativo, sembra quasi che il coronamento artistico di una vita intera non gli interessi. Di nascosto da tutti, ospita in casa un orfano che la notte dorme nel suo studio. “Accarezzo, con lo sguardo, le clavicole, il collo, le spalle aguzze, i noccioli della colonna vertebrale. Lo guardo e poi sopraggiunge il disprezzo, il senso di colpa, la stanchezza, la paura del ridicolo”. L’uomo è curioso, geloso, spia il ragazzo, lo segue, e il desiderio che prova diventa prezioso, lo riporta ai suoi segreti, al silenzio che ha avvolto la sua scrittura e tutta la sua esistenza. E, mentre il passato comincia a perdere pezzi e peso, ciò che affiora avvolge, sospinge, trasforma tutto e tutti, come una lenta e inattesa marea. Un protagonista fuori dagli schemi tra personaggi altrettanto vividi ‒ “Presumere di poter definire ogni cosa è l’esercizio dei cretini. Cosa siamo, quindi? Persone” ‒ che ci invita a seguirlo con la sua voce, ora ironica, talvolta scontrosa, spesso fragile, modellata dagli anni e non per questo arresa. Pierangelo Consoli prova a dare suono ai silenzi che incastrano le vite e lo fa con pacatezza e rara eleganza. “E compresi quante occasioni per essere felice mi ero perso, e ancora mi perdevo, per ostinarmi a essere quello che ero.”
Fonte sinòssi: Ibs.it
Data pubblicazione: 29 settembre 2026
Pierangelo Consoli è uno scrittore italiano la cui attività spazia dalla narrativa alle collaborazioni con riviste come Satisfiction e Latinoamerica Pop. Negli anni ha pubblicato romanzi molto apprezzati, tra cui Personae, Salta tutto e Salvarsi la vita. La sua penna indaga dinamiche umane complesse, dando voce a protagonisti disincantati e lontani dalle convenzioni. Al festival letterario presenta la sua ultima opera, Silenzio (Neo Edizioni, 2026). Il romanzo segue un anziano e ironico poeta che, mentre prepara la sua raccolta definitiva, nasconde nel proprio studio un giovane orfano. Le tematiche esplorano il confine tra sommerso e visibile, indagando le fragilità relazionali e rifiutando le definizioni rigide. Con uno stile elegante e misurato, Consoli costruisce una narrazione capace di far risuonare i silenzi che uniscono le esistenze umane.