
Narrativa Contemporanea
Roma, pieno agosto. Aurora è senza lavoro, con il conto in rosso e una relazione che scricchiola. Poi arriva la notizia: Andrea, il suo migliore amico di quando viveva in provincia, è morto.
Torna allora per il funerale nel paesino del basso Veneto da cui è scappata anni prima. Due giorni al massimo, si dice. Invece non se ne va più.
Bloccata in mezzo ai campi, immersa nella nebbia insieme fredda e accogliente, in una casa brutta costruita a forza di sacrifici dai genitori e con una madre che non l’ha mai capita, Aurora decide di diventare ciò che ha sempre disprezzato: un ingranaggio nella macchina del profitto.
Ma tornare a casa significa riaprire ferite mai chiuse, fare i conti con gli amici di un tempo e con le vecchie abitudini, e soprattutto con una rabbia antica e con tutte le bugie che si è raccontata per sopravvivere.
Malefica è un romanzo che morde, cattivo e tenero allo stesso tempo. È il ritratto feroce di una generazione sradicata e disadatta, raccontato da una voce letteraria cruda, inedita e indimenticabile.
Fonte sinòssi: Fandangolibri.it
Data pubblicazione: 27 Febbraio 2026
Nicole Trevisan, nata nel 1989 in provincia di Padova, vive in Veneto e lavora nel settore della progettazione e delle telecomunicazioni. Dopo la laurea in Ingegneria Edile e Architettura, ha avviato il proprio percorso letterario affermandosi come voce narrativa emergente. È attivamente impegnata nel panorama culturale italiano come editor e redattrice del collettivo Spaghetti Writers, fa parte dello Spritz Letterario e scrive racconti per numerose riviste indipendenti. Al festival letterario presenta il suo romanzo d’esordio intitolato Malefica (Fandango Libri, 2026). L’opera narra il ritorno obbligato della giovane e disillusa protagonista Aurora nel paesino natale del basso Veneto per il funerale del suo migliore amico, innescando una dolorosa resa dei conti col passato. Le tematiche cardine esplorano il senso di incomunicabilità, le radici soffocanti della provincia, l’impossibilità dei legami umani e la precarietà emotiva di un’intera generazione sradicata. La sua scrittura si contraddistingue per un tono crudo, rabbioso e feroce, capace di scavare nell’identità contemporanea fuggendo da ogni rassicurante indulgenza sentimentale.